Softair, Motocross e rispetto delle leggi

Siamo lieti che sia stato colto l’invito ad aprire un dibattito, intanto perché nessuno si è scagliato contro nessun’altro. Si esprimono delle opinioni che, anche se da noi non condivise, le rispettiamo Da sempre cerchiamo di confrontarci su temi che riguardano l’approccio, prima ancora di fruizione e utilizzo, al nostro territorio, ed è per questo che non abbiamo rinunciato al dialogo con altre categorie quali ad esempio i mountain bikers o i cacciatori. Naturalmente facciamo riferimento alle ormai note gare di motociclette e di softair ricollegandoci al nostro precedente intervento.  Le questioni in oggetto tuttavia sono delicate quanto interessanti perché aprono scenari nuovi. Non mettiamo in dubbio che chi pratica tale disciplina sia amante della natura, intanto perché sfido chiunque a dichiarare il contrario. Qualche dubbio tuttavia lo abbiamo su chi scorazza nei boschi in moto. Tra le riflessioni che vogliamo sottoporre una riguarda la Natura ed i suoi tempi  premettendo che in ogni stagione si arreca comunque disturbo. In estate e fino in autunno si va per funghi e poi per castagne. Intanto inizia la stagione venatoria. Entro fine marzo è possibile tagliare i boschi. Sarà dunque un caso se madre Natura si sia attrezzata per far in modo che tutto avvenga al di fuori di un certo periodo? E sarà ancora un caso se in primavera è sconsigliato quanto non addirittura vietato condurre alcune pratiche? E’ la stagione più delicata per il bosco e per la natura in generale che deve far fronte ad una fase cruciale. Così come per la fauna che va incontro al periodo riproduttivo. E’ in questo momento che è ancora più importante “stare” sui sentieri e non uscire perché un lieve disturbo potrebbe vanificare e mandare a monte una nidiata o una cucciolata. Per poi sentire dire che non c’è più selvaggina in giro? Oltre a ciò una gara di regolarità con motociclette, finora svolta in autunno, per aggravare la situazione, è stata svolta in primavera !! L’altra riflessione riguarda i divieti. Premesso che amministrazioni e privati hanno diritto di fare quello che ritengono giusto, si rischia però in certi casi di dare un messaggio fuorviante al cittadino comune. Noi siamo abituati a pensare che la pratica del motocross sui sentieri e nei boschi sia vietata così come un cartello di divieto o di proprietà privata ci indurrà a rinunciare a proseguire. Ecco, la questione è proprio questa. In un paese che avrebbe bisogno di regole certe ci si accorge invece che queste sono di plastica, interpretabili o modellabili, e che basti una richiesta per una qualsivoglia manifestazione per acconsentire il transito in luoghi dove il cittadino comune se lo sogna di poterci passare, mentre altri invece vi accedono senza problemi. Ecco! Forse basterebbe che un divieto sia e resti sempre un divieto. Per una questione di equità e di rispetto nei confronti di chi, di fronte ad un divieto, lo rispetta.

Associazione Monte di Brianza

p.s. cliccare sull’immagine per visualizzare l’articolo de “Il Giornale di Merate”


Commenti

Aggiungi un commento