Avvenimenti sul Monte di Brianza: softair e motocross


Purtroppo  capita di commentare avvenimenti successi sul Monte di Brianza che sempre di più sembra destinato a rimanere “terra di nessuno”, o forse……. di tutti! E francamente non ce la sentiamo di definirle manifestazioni. Il perché è semplice quanto sconfortante. L’ennesima gara di regolarità con moto enduro e le sempre più emergenti simulazioni di azioni di guerra  meglio note come “softair”. Su questi temi la posizione dell’Associazione “ Monte di Brianza “ è ormai nota ed è di forte contrarietà, e per la seconda in passato abbiamo già avanzato dubbi  sulla necessità, da parte di persone adulte, di giocare alla guerra scomodando coinvolgimenti di carattere etico e morale. Tuttavia questa volta ce ne occupiamo dal punto di vista antropologico e sociale. Infatti ad organizzare tutto ciò sono associazioni che hanno a cuore emergenze storico – culturale  e comuni patrocinanti. Com’è possibile che le parti migliori espresse dalla società civile, impegnate attorno ai grandi temi della politica, dell’impegno civile e della cultura, che hanno così tanto a cuore un contenuto, si dimostrino invece così distratti nei confronti del “contenitore”? Che senso ha salvaguardare un tesoro se lo scrigno cade a pezzi ? Non è paradossale valorizzare un’emergenza o promuovere un territorio con azioni che, di fatto, lo devastano? Le persone impegnate in determinati ambiti dovrebbero dimostrarsi lungimiranti e farsi promotori e portatori di modelli positivi di  coesione sociale, che sempre più dovrebbe tener conto del contesto territoriale ed ambientale rinnegando pratiche che in qualche modo rimandino a violenza. Salvo restando le libertà individuali dove ognuno ha diritto di fare quello per cui è maggiormente portato, è necessario ribadire che : NON TUTTO PUO’ ESSERE SVOLTO DAPPERTUTTO ! Abbiamo più volte ribadito la differenza tra utilizzo e fruizione e tutto ciò si pone proprio mentre il CAI, Club Alpino Italiano, e non una combriccola di quattro “peones”, prende posizione sull’opportunità di smetterla con l’alibi che, “ siccome si deve  promuovere un territorio o un comprensorio “, promoter turistici, riviste specializzate, Pro Loco e altre realtà istituzionali, tra cui i comuni, non mancano di proporre e “spingere” attività che molto spesso mal si sposano con il contesto ambientale entro cui andrebbero ad insistere. Da notizie riportate su alcuni media locali sembra che la presenza di persone che giocano alla guerra possa diventare una costante. Dunque facendo i conti, 5 mesi con persone armate con fucili veri e per i restanti, persone con fucili finti. Non male, un bel biglietto da visita! Sono dunque queste le premesse che dovrebbero valorizzare un territorio ? Gente armata ??? E qual’ è il criterio, se ne esiste uno, per cui un’attività è praticabile piuttosto che vietabile o sconsigliabile? Una giornata di pulizia dei sentieri ? E allora alcune sezioni del Cai che se ne occupano ormai da quasi trent’anni, a cosa potrebbero ambire ??? Tutto questo mentre si è appena celebrata la Giornata Mondiale della Terra che consiglierebbe di riconciliarsi con colei che ci ospita, ci sostenta e……..ci sopporta, ma che ormai da molti anni manda inequivocabili, quanto inascoltati, segnali di cedimento e di sfinimento. E su tutto ciò pesa il rumoroso silenzio di un’associazione fondata, stando sempre alle cronache dei media locali, tra Ello e Colle di cui si sono perse le tracce.

Associazione Monte di Brianza



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