Nell’ “Età del cemento” il dramma dell’urbanizzazione selvaggia

da Merateonline

Ha registrato un importante afflusso di cittadini l’incontro organizzato dal Comitato Parco Locale del Monte di Brianza, Legambiente Meratese e Comitato No Cave nel Meratese  -Casatese nella serata di mercoledì presso la sala civica di Viale Sommi Picenardi ad Olgiate Molgora per la proiezione del documentario “L’età del cemento” sul problema del consumo di suolo in Lombardia. “La questione del consumo di suolo – ha spiegato Mario Petitto – è estremamente importante ma spesso ne si parla attraverso numeri e statistiche. Abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio più accattivante proprio per riuscire a toccare la sensibilità del maggior numero di persone.” Patrocinato dal comune di Olgiate Molgora, l’incontro ha visto tra gli altri la presenza del sindaco Dorina Zucchi, dell’architetto ed ex-assessore provinciale al territorio Emanuele Panzeri e di Laura Bonfanti di Legambiente Meratese. Presente inoltre il banchetto del Comitato No Cave per la raccolta firme contro l’apertura di nuovi siti estrattivi nel Meratese e nel Casatese. Proprio nella seduta di mercoledì 28 novembre con un ordine del giorno congiunto tra tutte le forze politiche presenti al consiglio provinciale di Lecco è stata dettata la linea di indirizzo presentata alla giunta di Daniele Nava per dire no allo sfruttamento di nuovi siti di estrazione, concentrando eventuali prospettive di implementazione di escavazione sui giacimenti già aperti. “Tra le priorità della nostra amministrazione – ha spiegato il sindaco Dorina Zucchi – c’è proprio la conservazione del territorio. Non per niente siamo tra i promotori del Parco Locale di InteresseSovracomunale (P.L.I.S.). In queste occasioni mi piace sempre ricordare un antico adagio pellerossa: ‘non abbiamo la Terra in eredità dai nostri genitori, ma in affitto dai nostri figli’. Per questo credo che iniziative come quella di Mario Petitto siano estremamente importanti per capire il nostro presente e per progettare il nostro futuro.” E in effetti nel ‘viaggio’ da Milano al bresciano documentato nel video si può ‘toccare con mano’ la consistenza del problema del consumo di suolo sia attraverso la disperazione di chi vive sulla propria pelle queste situazioni sia attraverso le testimonianze di tecnici e attivisti. I dati nudi e crudi – che capitolo dopo capitolo fanno silenziosamente capolino sullo schermo – lasciano poco spazio a dubbi di sorta: negli ultimi 10 anni in Lombardia si è costruito l’equivalente di altre 7 città di Brescia e sono stati persi 43.000 ettari di suolo agricolo. E nella sola Milano 100.000 vani rimangono ad oggi del tutto inutilizzati. A Castione della Presolana (BG) l’82% delle abitazioni sono destinate alla villeggiatura, vale a dire inutilizzate per la maggior parte dell’anno. La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di cave attive (550) e il 40% dei fondovalle alpini risulta già urbanizzato. La provincia di Napoli registra una densità abitativa pari a 2.800 abitanti per Km², quella di Monza e Brianza ne registrava 2.100. Nell’analisi che i relatori hanno offerto al termine del filmato è stato inoltre sottolineato come il ‘problema cementificazione’ riguardi non poco anche i piccoli comuni, che recentemente hanno avuto il via libera legislativo per utilizzare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti, e in tempi di Patto di Stabilità si tratta di qualcosa di più di una semplice tentazione, come ha sottolineato nella sua testimonianza filmata il sindaco di Desio Roberto Corti, ‘vittima’ dei precedenti piani di urbanizzazione selvaggia. Il quadro offerto dal documentario è quindi più che fosco: ne emerge una Lombardia invasa dal cemento al ritmo di 100.000 metri quadrati al giorno, con le sue bellezze pesantemente esposte al pericolo di degrado – vale per le coste lacustri, le coltivazioni industriali e tradizionali, i boschi. Moltissime gru e betoniere, con case che poi restano sfitte o invendute – chiaro esempio evidenziato in questo senso nel documentario è il business district di Via Stephenson a Milano: 27 piani e un solo ufficio attivo. “L’edilizia non risponde sempre a esigenze reali di benessere – ha sottolineato l’architetto ed ex-assessore provinciale al territorio Emanuele Panzeri – ma è un’attività fortemente condizionabile da logiche speculative. Gli ecomostri e la moltitudine di case sfitte sono lì a dimostrarlo. E si arriva a decideredi togliere terreno agricolo per estrarre ghiaia. In Italia abbiamo una Legge Urbanistica del 1942, e a quell’epoca – come tutti possono capire – le esigenze di sviluppo erano ben diverse rispetto alle attuali.” Il dossier, scritto e diretto dal giornalista Mario Petitto di Legambiente, è stato realizzato in collaborazione con Casba Film di Milano, con riprese di Elena Maggioni e Hulda Federica Orrù, montaggio di Carlotta Marrucci e musiche di Vito Gatto.

Per vedere il trailer del documentario ‘Letà del cemento’:

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