L' enduro è "duro" a morire...

Domenica 9 Ottobre  si è svolto il 1° Trofeo Monte di Brianza. Fin qui tutto bene, se non si trattasse, come recita la locandina, di una gara di regolarità di moto d’epoca. Come Comitato Parco Locale del Monte di Brianza avremmo preferito non doverci occupare di questo genere di cose ma, visto la nostra posizione in merito, non possiamo esimerci dall’intervenire e segnalare, quantomeno, alcune osservazioni. Le prime di carattere tecnico. Per chi fosse poco pratico di queste cose per enduro si intendono moto adatte a terreno misto. E tra questo appunto quello di sentieri, sterrati e strade agro-silvo-pastorali. Infatti il percorso della gara prevedeva, nei suoi circa 25 km di sviluppo, anche il transito su queste ultime tipologie di terreno. Nella proposta iniziale - che la Comunità Montana negando l’autorizzazione deve aver valutato ” indecente” - era previsto il transito anche su sentieri. E’ doveroso ricordare che il transito di mezzi motorizzati, e di conseguenza la pratica del moto cross o enduro che dir si voglia, su sentieri, strade forestali e in bosco, sono attività proibite dalla L.R. 31 del 05-12-2008. Perché  dunque rischiare di incentivare una attività che per la collina del Monte di Brianza rappresenta già una vera e propria piaga? Invitiamo chiunque a recarsi, possibilmente la domenica o il sabato, nella zona compresa tra Consonno, monte Regina, Figina e Colle Brianza per rendersi conto di persona! Perché far passare moto su sentieri o sterrati già mal ridotti a causa di degrado, smottamenti, frane e appunto moto? A tal proposito Vi invitiamo a seguire le varie squadre di volontari che si occupano della manutenzione dei sentieri, per rendersi conto di persona degli effetti devastanti di questa pratica. La gara ha potuto svolgersi - anche se ridimensionata nel percorso - solo grazie alle competenze comunali per quanto riguarda il transito su strade agro-silvo-forestali. Ma veniamo all’aspetto che più ci preme: quello dell’opportunità. Era proprio necessario? Ne sentivamo la mancanza? Manifestazione che, negli intenti degli organizzatori, avrebbe dovuto raccogliere fondi per il restauro di parti di un complesso storico e religioso del paese. Finalità più che nobili  e che naturalmente sottoscriviamo in pieno ma che però finiscono per cozzare tra di loro. Infatti ci rimane incomprensibile come si possa, ancora una volta, sacrificare l’ambiente e il territorio. Il paradosso è evidente. Per salvare storia e cultura si devasta ambiente e cultura. Perché è così che noi vediamo  e viviamo il territorio e l’ambiente. Come una parte irrinunciabile di quel grande concetto molto più ampio chiamato cultura senza della quale non si può produrre tutela e conservazione. In aggiunta ci stiamo chiedendo il perché una scelta così “stravagante”. O meglio incomprensibile. Perché non una serata con musica, salamelle e polenta? Funziona sempre. Infatti rappresenta il modo più facile per raccogliere fondi. Così sono state restaurate chiese, costruiti asili e altro ancora. Perché non una camminata per i sentieri, decisamente più eco-compatibile ed in sintonia col territorio? Perché proprio un raduno di Moto? Non ci resta che, rammaricati, ringraziare per una tranquilla domenica di paura e di frastuono. Infatti dopo aver speso tante energie per segnalare il percorso ai partecipanti la gara, non è stato visto nemmeno un cartello ( vengono posti anche per gare podistiche! ) che avvertisse del passaggio di motociclette sui percorsi utilizzati anche da molti escursionisti, con incontri ravvicinati e non certo privi di qualche pericolo, come ci è stato segnalato da più parti. Singolare anche come qualche tempo fa furono chiamate le Guardie Ecologiche della Valle S. Martino per porre rimedio allo scorazzare, proibito, di moto da cross in quel del S. Genesio e come invece domenica ne siano passate decine e decine, più volte…..legalizzate!
Comitato Parco Locale del Monte di Brianza

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