Vicende del "Parco" 1983-2013

1983 - 2013:  La trentennale quanto tormentata storia dell’istituzione del Parco del Monte di Brianza - S.Genesio - Colle Brianza

 Nel 2013 sono passati esattamente trent’anni da quando, la Regione Lombardia, dimostratasi lungimirante, con la legge n°86/1983 ha inserito questo territorio nell’elenco delle aree di particolare rilevanza ambientale e naturale. Successivamente con la legge regionale n° 32 / 1996 aveva previsto l’istituzione di un parco regionale.
Questo è il quadro storico e normativo che ha permesso, con tempi e modi diversi, l’istituzione dei parchi che attualmente insistono nella provincia di Lecco : il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, il Parco del Monte Barro e il parco Adda Nord.
Tuttavia sono gli anni a cavallo tra il 1988 ed il 1993 che segnano un certo interesse tra l’opinione pubblica lecchese sull’ipotesi che la dorsale del Monte Regina, del Monte Crocione e del San Genesio  possano diventare un Parco Regionale.
Il Parco del Monte Barro, intravedendo la possibilità di creare un corridoio verde che colleghi il parco del Monte Barro con quello di Montevecchia e della valle del Curone si fa promotore, in accordo con Ufficio Parchi Regionali, della proposta contattando i 13 comuni coinvolti.


I comuni interessati marginalmente diedero il loro consenso formale senza tuttavia prendere impegni con delibere proprie, mentre tra quelli maggiormente coinvolti solo Galbiate assunse un impegno istituzionale attraverso la delibera n° 1154 del 13.07.1989  che inseriva nel proposto parco le zone di Bartesate, Villa Vergano e della Badia ( Toscio, Polgina e Figina ).
Gli altri comuni coinvolti massicciamente dalla proposta ( Ello, Colle brianza ed Olginate ) manifestarono le loro contrarietà per le ripercussioni sulla pratica venatoria e sulla gestione della pianificazione urbanistica.

A seguito della pubblicazione della legge regionale 32 / 1996 ma soprattutto della legge nazionale 394 / 91 sui parchi che non fece altro che acuire certi timori, le prime reazioni, di segno contrarie, non si fecero attendere ed è proprio di quegli anni un manifesto, non proprio dai toni concilianti a firma di una sezione di cacciatori locali che in sostanza recitava:

"Siamo stufi di vincoli"

"Non vogliamo diventare la pattumiera o la riserva di Milano"

"I boschi siamo in grado noi di gestirli"

"Con il Parco non si potrà più andare a caccia"

"L’istituzione del Parco svaluterà i terreni"

"Non vogliamo altri carrozzoni mangiasoldi"

 Concetti ribaditi, come riferisce il compianto Giuseppe Panzeri, già presidente del Parco del Monte Barro, in un’infuocata riunione di Consiglio Comunale in quel di Colle Brianza il 9 Settembre 1993.

Verso la fine degli anni 90, inizio anni 2000, Colle brianza si propone come promotore di una serie di incontri con le amministrazioni comunali coinvolte da progetto di Parco. E’ in questa fase che, nel tentativo di smorzare le posizioni contrarie di alcuni comuni, viene proposto quale modello di gestione di questo territorio la forma del PLIS, acronimo di Parco Locale di Interesse Sovracomunale. Sempre in questa fase viene coinvolta la Comunità Montana Lario Orientale quale possibile attore preposto alla gestione tecnico - amministrativa del proposto PLIS. Tuttavia anche questa forma non trova l’apprezzamento di alcuni comuni e per tale ragione si tenta la strada del Consorzio Agricolo Forestale. Il timore che la gestione della Comunità Montana possa togliere il controllo alle singole amministrazioni sui territori inseriti nel Parco, unitamente a frizioni di carattere politico e personale, fanno sì che l’iniziativa naufraghi miseramente.

Dalle ceneri di questa esperienza nel 2004 i comuni di S. Maria Hoè, Olgiate Molgora, Brivio, Airuno, Valgreghentino, Olginate e Galbiate danno luogo ad un altro tentativo che purtroppo per mancanza di convinzione, di volontà politica o dei molti timori che potrebbero derivare da tale decisione, arriverà a produrre nessuna proposta istituzionale.

Tra la fine 2009  e l’inizio 2010 fa la sua apparizione un manifesto a lutto a firma di una locale sezione di un partito politico, che a seguito dello stralcio del monte di Brianza dall’elenco dei parchi regionali operato dalla regione Lombardia, invita a brindare, appunto, alla morte del Parco del S. Genesio.

Arriviamo, nel frattempo a Luglio 2010, quando, dopo una fitta rete di incontri e contatti con associazioni e singoli cittadini nasce il Comitato Parco Locale del Monte di Brianza.

Con l’obbiettivo dichiarato di lavorare per l’istituzione del Parco conduce una serie di incontri con i sindaci e le amministrazioni coinvolte, oltre che ad una serie di assemblee pubbliche per spiegare ai cittadini le istanze legate alla necessità di tutelare, valorizzare e promuovere questi territori. E’ proprio in una di quest’ultime che, a distanza di 20 anni, in un clima di conflitto e di tensione vengono riproposte le obiezioni e le contestazioni riferite da Panzeri, oltre che dal famoso manifesto. Il Comitato si propone come promotore del parco colmando il vuoto dato dall’assenza della spinta di base. Vengono raccolte firme e proposte iniziative di carattere ambientale, naturalistico e didattico.

Il quadro normativo entro cui si inserisce il PLIS del Monte di Brianza fa riferimento al P.T.C.P ( Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ) della provincia di Lecco che lo prevede con il nome di Parco Locale di Interesse Sovracomunale del “ San Genesio – Colle brianza. Oltre a ciò rientra tra gli elementi di primo grado della R.E.R. ( Rete Ecologica Regionale ) secondo quanto previsto dalla deliberazione n° 8 / 10962 del 30 Dicembre 2009. Questa è l’infrastruttura prioritaria del Piano Territoriale Regionale quale strumento orientativo per la pianificazione regionale e locale. Il PLIS del Monte di Brianza viene inoltre riconosciuto come contenuto pregnante  e prioritario dell’Ecomuseo del Distretto dei Monti e dei Laghi Briantei.

Attualmente i comuni di Olgiate Molgora, Brivio, Airuno, Dolzago, Valgreghentino, Olginate e Garlate, a seguito della spinta del Comitato, hanno intrapreso il cammino per l’istituzione del PLIS del Monte di Brianza e attraverso un tavolo tecnico hanno elaborato e definito le tappe per l’approvazione di una bozza di convenzione, l’individuazione del comune Capo – fila, la verifica dei confini attraverso un’adeguata cartografia con la risoluzione delle possibili problematiche legate a mutate condizioni che si sono verificate nel corso degli anni, oltre che i necessari passaggi previsti quali Delibere di giunta o di Consiglio Comunale.

Dunque, questa è quella che si potrebbe riassumere come la storia del Parco del Monte di Brianza, o come lo si voglia chiamare del PLIS oppure del consorzio agricolo forestale, composta da tentativi, da tensioni e scontri, da fatti che sfiorano il “ pittoresco o folcloristico” . Ma  anche dalla determinazione e dalla convinzione di amministratori, associazioni e singoli cittadini che condividono l’idea che, attraverso un PLIS, sia possibile avere a disposizione uno strumento in più, e non certamente in meno, per la gestione del nostro straordinario patrimonio ambientale, culturale e storico.

Aggiornamenti:

- dicembre 2013: http://montedibrianza.it/blog/2014/01/03/la-provincia-non-riconosce-il-p...
- 6 maggio 2014: nasce il PLIS del Monte di Brianza con 6 comuni su 13http://montedibrianza.it/blog/2014/05/11/habemus-plis