Perché un parco sul Monte di Brianza

La Regione Lombardia  con l’Assessorato ai Sistemi verdi e al Paesaggio nel corso del 2010 ha incontrato e discusso con gli enti locali, gli agricoltori, gli ambientalisti e con tutti coloro che operano nelle aree protette ( Parchi regionali, Monumenti naturali, Riserve naturali e Parchi locali di interesse sovracomunale) i problemi da affrontare e le prospettive future, per dare una risposta alle aspettative delle popolazioni  sempre più attente agli aspetti ecologici  per i loro riflessi sulla qualità della vita.

Sempre più emerge una voglia di futuro per le aree protette in Lombardia  attraverso:

  • il loro rafforzamento;
  • il coinvolgimento dei soggetti locali nella loro gestione, per potenziare le buone pratiche ambientali ed uno sviluppo socio-economico sostenibile;
  • il rilancio del ruolo dell’Agricoltura, come risorsa in grado di contenere i consumi di suolo e di valorizzare il territorio.

In Provincia di Lecco  i buoni risultati conseguiti con diversa valenza dai Parchi Regionali quali : Monte Barro, Montevecchia e Valle del Curone, Adda Nord , Valle del Lambro, dai Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) quali S.Pietro al Monte e S.Tomaso sopra Civate-Valmadrera, Parco Agricolo della Valletta in Brianza, Valle San Martino con i Comuni di Erve e Carenno e del Valentino ai Resinelli evidenziano come una politica di tutela e valorizzazione sia possibile e venga ben accolta e sostenuta dalle popolazioni con le loro rappresentanze istituzionali.

 Unico “buco nero” da riempire con proposte  e azioni di qualità è il territorio che è posto sulla collina del Monte di Brianza, vero segmento di congiunzione e corridoio ecologico  fra il Parco Regionale del Monte Barro e quello di Montevecchia e Valle del Curone. 

Nel 1983 la Regione lo incluse fra i Parchi Regionali da costituire, poi il progetto cadde in letargo e solo nei primi anni del 2000 i 13 comuni che in diversa misura vedono il proprio territorio interessato (Airuno, Brivio, Castello Brianza, Colle Brianza, Dolzago, Ello, Galbiate. Garlate, Oggiono, Olgiate Molgora, Olginate, Santa Maria Hoè, Valgreghentino), si trovarono ad un tavolo per discutere la istituzione del Parco Locale ( tecnicamente P.L.I.S.), fissandone i confini ma con  regole e modalità di gestione da definire, tanto che la Provincia di Lecco nel 2004  incluse nel proprio piano di coordinemento (PTCP) il progetto del PLIS “San Genesio- Colle Brianza”.

Anche per questa iniziativa sorsero successivamente dei malintesi e contrasti fra comuni per cui tutto venne accantonato in attesa di tempi migliori.

Oggi la situazione è ormai matura per essere ripresa dai 13 comuni interessati per una azione condivisa dal basso per la tutela di vaste aree a bosco e a vocazione agricola di valore naturale, paesistico e storico-culturale., per la conservazione della biodiversità, per  la creazione di corridoi ecologici e per  la valorizzazione del paesaggio tradizionale.

Come già i comuni si convenzionano per organizzare determinati servizi, così ora sono chiamati a federarsi per gestire e valorizzare il territorio agricolo e boschivo

Ora che i comuni stanno portando a termine i Piani di Governo del Territorio (PGT) , è importante che in questa fase venga riconfermata la perimetrazione e inserita una normativa concordata  di salvaguardia e di valorizzazione turistica ed agricola.

L’istituzione del Parco Locale, che chiamiamo del Monte di Brianza per semplificazione, è un’occasione di sviluppo territoriale che coinvolgerà molti soggetti istituzionali e della società civile (Provincia, comuni, associazioni di volontariato, ambientalisti e cacciatori), tutti uniti per offrire sia a chi abita che a chi fruisce di questa dorsale una migliore qualità della vita. 

Gli unici che possono temere la costituzione del Parco locale sono coloro che pensano di estendere la cementificazione sulle aree agricole e boschive, ma questo non è nelle intenzioni e nella strategia dei comuni interessati, a leggere le  linee guida votate per la programmazione e gestione del loro territorio.                                                                                                      

I vantaggi saranno invece reali,  perché insieme si risparmieranno spese di gestione, si organizzerà meglio la gestione delle aree tutelate, si valorizzerà un'intera area collinare, prevenendo con interventi mirati i dissesti,  si potrà usufruire di finanziamenti di varia natura che ora vengono indirizzati a coloro che presentano progetti condivisi  di valenza ambientale sovraccomunale,  come già si è verificato per i restauri di Palazzo Gambassi a Campsirago di Colle Brianza e per la valorizzazione del sentiero che collega il Parco di Montevecchia Valle del Curone a quello del Monte Barro attraverso la dorsale del Monte di Brianza.

In base alle sopraelencate motivazioni, nel 2010 si è costituito il Comitato  per la promozione del Parco Locale del Monte di Brianza, di cui al momento fanno parte associazione locali e provinciali e numerosi singoli cittadini, che ha lanciato una raccolta  firme per sostenere e invitare  i Comuni interessati a mettersi ad un tavolo e concordare le modalità per la costituzione del tanto desiderato e necessario Parco Locale.