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MARATHON BIKE: dov'è il rispetto per i nostri boschi?

Oggi - domenica 5 settembre - è in corso una gara ciclistica denominata "Marathon Bike" che transita anche attraverso i boschi del San Genesio.
Questa mattina - attorno alle ore 8.00-8.30 - stavo percorrendo a piedi il sentiero n.1 (Mondonico-San Genesio-Crocione)  quando nei pressi dei prati di Campsirago - sempre lungo il sentiero - vedo venirmi incontro 6/7 motocross a velocità esageratamente sostenuta in una zona - è risaputo da tutti - dove è severamente vietata tale attività. La loro scusante è stata che erano "apripista" del percorso di questa Marathon Bike.
Sappiamo bene le conseguenze del passaggio di moto sui sentieri nei confronti della flora circostante e dell'eventuale fauna che disgraziatamente si trovasse nei pressi del sentiero nel momento del loro passaggio.(tra l'altro hanno anche divelto uno dei cartelli informativi del CAI che si trovano lungo i percorsi).
Informatomi successivamente con due persone dell'organizzazione mi è stato risposto che è prassi risaputa che prima delle gare ciclistiche ci siano queste moto ad "aprire" i sentieri e che avevano le carte in regola rilasciate dall'autorità (quale autorità non hanno saputo rispondermi..).
Ne è al corrente il Comune di Colle Brianza (comune dov'ero momento dell'incontro con le moto)?
E se si perchè non ha effettuato controlli affinchè tutto avvenisse nel rispetto delle regole e sopratutto dell'ambiente?
E se è vero che ha rilasciato una deroga per esercitare motocross: che autorità avrebbe per scavalcare la normativa che la vieta?
Se – come invece sembra – l’autorizzazione a questo tipo di prassi viene da più in alto (per es. prefettura) a mio parere penso sia più importante la salute dei boschi ed il lavoro di decine di volontari (che durante tutto l’anno si fanno un mazzo tanto GRATUITAMENTE per mantenere i sentieri in buono stato e poi se li trovano “sfigurati” per un passaggio di motocross a causa di una competizione ciclistica) che la Marathon Bike stessa.
In ogni caso - sia che lo facciano abusivamente sia che ci sia il beneplacido di Colle Brianza e/o prefettura- la situazione è grave e si necessita urgentemente una forma di controllo che possa prevenire e stoppare in tempo questi abusi, affichè si possa esercitare una reale tutela dei nostri boschi.
Questo - insieme a moltissimi altri - è uno degli esempi da mostrare a chi sostiene che sul Monte di Brianza il Parco sarebbe un ente del tutto inutile.

Matteo Fumagalli

Dal quotidiano "La Provincia" - 200 firme per il Parco

Duecento firme per il parco

Ampia adesione alla petizione degli Amici San Genesio

OLGIATE MOLGORA (f. alf.) È appena partita ma ha già raccolto duecento firme la petizione popolare che il neo costituito gruppo Amici del San Genesio ha promosso per arrivare alla costituzione di un nuovo parco verde che tuteli le zone di pregio di una dozzina di paesi della zona tra Olgiate Molgora e Galbiate.

Il debutto, dopo la presentazione degli obiettivi un paio di mesi fa nella sala civica di Olgiate Molgora, è avvenuto domenica nel corso del festival dello sport svoltosi a Brivio sul lungo Adda.

Tante le persone che si sono fermate al banchetto allestito dal gruppo per capire quali sono gli scopi del gruppo. Molti alla fine, dopo aver compreso che la nascita del parco, sulla carta da un ventennio, non comporterà nuovi vincoli, hanno anche deciso di sottoscrivere la petizione popolare.

«Non ci siamo posti limiti nella raccolta delle firme - ha spiegato il presidente del gruppo Franco Orsenigo commentando l'avvio più che positivo -. Siamo infatti convinti che più siamo meglio è».

Per questo motivo nelle settimane a venire il gruppo cercherà di partecipare al maggior numero possibile di manifestazioni, così da far conoscere a tutti i propri scopi.

Nel frattempo, sulla falsariga di quanto fatto oltre un anno fa dal Comitato no al pozzo per fermare la ricerca petrolifera nella Valle del Curone, anche gli Amici del San Genesio hanno deciso di sfruttare la tecnologia. Su Facebook hanno aperto una pagina e al più presto organizzeranno anche un blog in modo da restare sempre in collegamento con i propri sostenitori. La prossima assemblea pubblica è già stata fissata per il 6 settembre alle 21 nella sede del Cai di Calco.

(F. Alfano - La Provincia)

P.s.
Una piccola precisazione all'articolo della Provincia: "Amici del San Genesio" è il nome del gruppo costituito in Facebook a sostegno dell'idea della costituzione di un parco; il nome corretto del nostro comitato è invece "COMITATO PER IL PARCO DEL MONTE DI BRIANZA"

n.d.r.
L'amministratore del blog - Matteo Fumagalli

Alcuni chiarimenti sul PLIS

Alcuni chiarimenti sul PLIS
Da più parti si esprimono perplessità circa l’eventuale costituzione del PLIS nel territorio del monte di Brianza; a tal proposito sono opportuni alcuni chiarimenti:

occorre rilevare infatti che l’istituzione di un PLIS pone sul territorio un grado di vincolo differente da quello posto da un’area protetta di interesse regionale (parco regionale o naturale, riserva naturale o monumento naturale). Infatti, mentre nel secondo caso si tratta di un vincolo regionale, i cui effetti sono immediatamente efficaci per chiunque e al quale gli strumenti urbanistici locali, qualora difformi, devono adeguarsi, nel primo si è di fronte a un vincolo puramente locale, che esiste in quanto espressione , nella pianificazione urbanistica di un’esplicità volontà delle amministrazioni competenti.

L’istituzione di un PLIS non comporta:

• l’instaurarsi del vincolo paesistico previsto dall’articolo 146, c. 1, lett. f), del D.lgvo. 490/99;

• il divieto automatico dell’esercizio venatorio, ai sensi della L. 157/92.

I confini debbono essere costituiti il più possibile da linee fisiche naturali (terrazzamenti, crinali ecc.) e/o artificiali (ad es. strade, sentieri, recinzioni, cortine edificate ecc.), mentre gli eventuali corsi d’acqua, siepi naturali e fasce boschive debbono essere inclusi nel perimetro per costituire importanti elementi connettivi.

Le destinazioni urbanistiche compatibili con il parco sono quelle corrispondenti alle zone omogenee “E” e “F”
e zone assimilabili. Tuttavia, poiché in taluni casi può risultare difficile individuare vaste zone omogenee “E” o “F” continue, potranno essere comprese anche aree destinate a “spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport”, sempre che le previsioni urbanistiche a esse riferite comprendano solo interventi di basso impatto ambientale senza consistenti aumenti di volumetria. L’omogeneità delle zone adibite a parco non va intesa in senso assoluto, per cui all’interno del perimetro del parco potranno essere presenti anche aree aventi una destinazione urbanistica diversa, purché non snaturino la valenza paesistico-ambientale dell’area.

Devono comunque essere escluse dal parco le nuove zone da destinare a insediamenti residenziali, artigianali, industriali e commerciali, in quanto tali previsioni funzionali sono manifestamente incompatibili con esso. All’interno del perimetro possono essere compresi riserve naturali o monumenti naturali, ferma restando l’applicazione agli stessi di quanto previsto dalla l. r. 86/83.

IL PERCHE' DEL COMITATO - La parola al portavoce

Il perché del comitato e dei suoi obiettivi risulta chiaro leggendo il documento-petizione (vedere precedenti post n.d.r.):
L’istituzione del Parco del monte di Brianza.

Tuttavia dobbiamo fare un passo indietro e considerare che un comitato nasce nel momento in cui si verifica uno strappo tra la cittadinanza e le istituzioni nel processo di partecipazione alle decisioni che riguardano una comunità. Come ogni strappo che si rispetti, questo ha prodotto un buco, che, nel nostro caso, è ben visibile osservando una cartina della provincia e riconoscibile nel monte di Brianza.

Buco che attualmente crea una discontinuità nel progetto di “dorsale verde” impedendo al parco del monte Barro di collegarsi a quello regionale di Montevecchia e della valle del Curone. Continuità che invece innescherebbe una lunga serie di importanti, nonché positive, azioni di salvaguardia, valorizzazione e sviluppo dei nostri colli.

Un comitato dunque deve avere la capacità e la forza di riannodare i fili interrotti di questo dialogo nel tentativo di chiudere questo buco. Ecco perché uno dei nostri maggiori sforzi sarà quello di dialogare con i cittadini, le associazioni, le amministrazioni comunali e provinciale, con la convinzione che solo attraverso tale percorso sia possibile arrivare a scelte condivise.

Senza dimenticare che un comitato rappresenta la massima espressione di aggregazione di persone a volte tanto diverse tra loro ma unite nel raggiungimento di un obiettivo comune.

Un comitato deve anche saper andare oltre all’obiettivo che si è posto. In tal senso la nostra proposta vuole tra l’altro essere una seria riflessione su quale sviluppo debbano avere i territori nei quali viviamo. Riflessione che, dopo anni di “vacche grasse”, nemmeno la recente crisi economica sembra aver indotto a cambiamenti di rotta.

Il vero dilemma sarà proprio quello di interrogarsi su come valorizzare e tutelare un territorio perché un parco nasce solo come conseguenza a tali scelte.

Questo dunque il nostro unico e vero interesse.

Franco Orsenigo (Portavoce del Comitato per il Parco del Monte di Brianza)

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