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Consonno, distruzioni condivise

Ci sono luoghi, più di altri, dove è possibile respirare atmosfere e sensazioni difficilmente percepibili durante lo svolgere delle nostre vite normali. Consonno è uno di questi. Di Consonno si è detto tutto e si è fatto di tutto… compreso il distruggerla due volte!
Musiche a Consonno non sono certo una novità. Ma certamente musiche e letture itineranti che sapessero cogliere la suggestione di questo luogo e la fascinazione che da sempre sa esercitare su tutti noi, forse lo sono.

Se un panorama mozzafiato ispira bellezza ed è in grado di fare mancare il respiro al pari di un opera d’arte o di un monumento, Consonno suscita sentimenti che vanno dall’oppressione alla decadenza, dal senso di smarrimento alla perdita di identità.
Ecco allora che
gli elementi architettonici del luogo, proprio grazie a letture e musiche ad hoc, riescono a mettere in relazione tra loro fatti e tragedie accadute nel corso di questi ultimi decenni.
Perché le distruzioni, anche se con le dovute proporzioni e col doveroso rispetto dovuto, accumunano tra loro tempi, uomini e luoghi distanti.
Ecco
dunque che un cimitero simboleggia il luogo dove riposano tutte le morti accumunate da destini crudeli o beffardi.

In un arrugginito arco di benvenuto, dove una scritta ancora parzialmente visibile recita : “A Consonno è tutto più bello”, è possibile cogliere un rimando ad un più terrificante ed agghiacciante arco di ferro dove una scritta recitava : Arbeit macht frei.

Ed infine l’incombente ed estesa struttura di cemento armato del minareto ci riporta ad un’altra imponente struttura di cemento armato e alla triste vicenda del Vajont. Insomma, non solo una passeggiata romantica al chiaro di luna accompagnati da letture e musiche piacevoli ma una sorta di pellegrinaggio laico dove è stato possibile fermarsi e riflettere e tessere un filo che legasse tra loro momenti bui della storia dell’uomo.
A noi Consonno piace immaginarlo anche così. Trovare assonanze o similitudini con altre storie o altri luoghi.
Forse potremmo risultare dissacratori ma Consonno non è solo gita fuori porta, castagne e Pasquetta. Consonno, con il suo minareto sembra interrogarci e porci dei quesiti.
A noi saperli cogliere.


Franco
Associazione Monte di Brianza

 

Ma mi faccia il piacere!!

Quando si parla di Lombardia, di norma si parla della regione motore trainante dell’economia nazionale, di una regione con un alto tasso di innovazione, sempre al vertice e tra le eccellenze in molti settori dell’industria, dei servizi e della cultura.

Una regione modello alla quale il resto d’Italia guarda come un punto di riferimento autorevole, moderno e sempre pronto a cogliere i cambiamenti della ormai cosmopolita società che le ruota attorno.

Tutto oro quel che luccica? O meglio, per dirla come l’avrebbe detta Totò : “...ma mi faccia il piacere “!

Si, perché le ultime vicende che la riguardano la fanno piombare indietro di millenni.

La recente approvazione della modifica di legge che consente di organizzare, a scopi ludici, gare o manifestazioni dove mezzi motorizzati possano circolare nei boschi è una di queste.

Di fatto la modifica dà un duro colpo alla tutela e alla conservazione di ambienti dove gli unici mezzi motorizzati autorizzati a percorrerli erano trattori o carri agricoli per la pratica di taglio ed esbosco.

Una norma che di fatto incoraggia un atteggiamento ed una pratica che, almeno per il Monte di Brianza , non avevano certo bisogno di essere legittimati ed incoraggiati essendo svolti in barba a divieti , rispetto e buon senso.

E sempre per favorire una minoranza che pensa che anche attraverso queste pratiche sia possibile valorizzare un territorio.

In Regione Lombardia pare abbiano poche idee e ben confuse….o forse confuse ad arte.

Perché la seconda norma che la riguarda vede al centro la crudele usanza del’utilizzo dei richiami vivi per la pratica venatoria dell'appostamento fisso. Una pratica che, esercitata da poche altre regioni, fa vergognare il resto di Italia. Noi di sicuro!

Una pratica che ci è costata una procedura di infrazione e relativa sanzione da parte della Comunità Europea .

Per non parlare della frequenza con cui si è ricorso alla caccia in deroga a specie protette altrove . E anche questo in barba a norme costituzionali, leggi comunitarie ed altro ancora.

Intanto chiariamo un equivoco: questo è stato fatto per favorire una minoranza, le sanzioni, diversamente, sono a carico della comunità intera. Cacciatori e non.

Stabiliamo allora una cosa, solo per associazione di idee.
Nell’attesa che certe pratiche finiscano nel dimenticatoio facciamo che le sanzioni le paga chi produce questo danno economico, sociale e di immagine? Noi, in questo caso ci chiamiamo fuori, prendiamo le distanze e ci sentiamo respingere al mittente, o meglio, a coloro che hanno responsabilità oggettive in materia .

Il tutto nell’attesa che, veramente Regione Lombardia, esca da questo “medioevo culturale” e si porti al pari di altre regioni o nazioni moderne ed evolute.

Con l’auspicio che quando parlano i politici lombardi si ricordino di cosa significano concetti quali modernità, eccellenza ed efficienza……ma anche di coerenza .

Perché gli stati evoluti per davvero ci guardano come si guarderebbe un appestato di lebbra !

Perché non è possibile millantare modernità e comportarsi da trogloditi….con rispetto di quest’ultimi, naturalmente perché hanno vissuto il loro tempo.

I lombardi ringraziano: quelli che non circolano nei boschi in moto e quelli che gli uccelli preferiscono vederli volare liberi.


Franco

Associazione Monte di Brianza

 

Adesione a Salviamo il Paesaggio

Siamo felici di comunicarvi che Associazione Monte di Brianza aderisce al forum Salviamo il Paesaggio.

Rimandiamo al "cos'è il Forum" per capirne le ragioni:

Perché?

Perché negli ultimi 30 anni abbiamo cementificato un quinto dell’Italia, circa 6 milioni di ettari.
Perché in Italia ci sono 10 milioni di case vuote, eppure si continua a costruire.
Perché i suoli fertili sono una risorsa preziosissima e non rinnovabile. E li stiamo perdendo per sempre.

...continua su

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/info_sul_forum/forum/

 

Consonno, Suoni tra le Rovine

Pochi paesi sono stati distrutti due volte negli ultimi 60 anni.
Consonno fu atterrata dal delirante sogno progressista degli anni Sessanta che la volle trasformare da insediamento agricolo collinare a cittadina delle feste.
L'operazione scriteriata ed incurante degli impatti ambientali ne causò anche la seconda distruzione. La frana e decenni di abbandono la portano alla post-naturalità attuale.
Dal fascino triste, Consonno attrae ormai da tempo artisti, documentaristi, registi, fotografi, progettisti, architetti.
Li attrae da sola, senza l'aiuto di nessuno.
Dal 2014 Consonno è nel cuore del Parco del Monte di Brianza.

Percorremo le strade di consonno accompagnati dal flauto di Damiano Cricrì e dal pianoforte di Gianluca Origgi.
Le letture di Carlo Arrigoni ci ricorderanno paesi e uomini che hanno vissuto storie simili a quella di Consonno.

 

 

Festeggiamo il Parco

Parco. Solo la parola, chissà perché, spaventa molti.
Noi no, non ci spaventa, anzi. La parola Parco spaventava anche gli ignari abitanti di Montevecchia a inizio anni ottanta, quando qualche sparuto ambientalista proponeva quello che poi sarebbe diventato il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, oggi istituzione fondamentale e intoccabile per quel territorio. Un Parco che ha saputo creare, oltre che una fondamentale tutela per l’ambiente, anche lavoro, con la nascita di agriturismi e altre attività legate alla terra che hanno innegabilmente arricchito culturalmente ed anche economicamente il territorio che fino ad allora non era riuscito ad offrire granchè. Un Parco che, se non ci fosse stato, avrebbe reso più facile a certi speculatori degli antipodi di installare terribili trivelle petrolifere che avrebbero significato morte. Nonostante ciò ancor oggi c’è chi si oppone tenacemente all’idea di un parco in un territorio attiguo, non meno meritevole di tutela e prodigo di svariate opportunità, quello del Monte di Brianza. Opportunità che però bisogna saper cogliere. Opportunità che però possono essere colte solo con certi strumenti. I Parchi, appunto. E’ per questo che nel 2010 ci siamo costituiti in Comitato per il Parco Locale del Monte di Brianza, poi divenuto Associazione Monte di Brianza. Per far leva su quegli animi aperti e propositivi dei cittadini e delle istituzioni che non si spaventano di fronte alla parola PARCO, che vedono le opportunità e che abbiano di conseguenza la volontà di coglierle. E c’è chi ci ha ascoltato. C’è chi ha perseverato, superando a tutti i costi le non poche resistenze politiche e burocratiche. Grazie anche a loro ora il PLIS è nato, o meglio, è stato solo “concepito”, poiché il Parco non è solo una firma su un foglio di carta, ma è un territorio da voler vivere in ogni suo aspetto. E’ ora quindi il momento di festeggiare con loro, con chi ci ha creduto, ma non festeggeremo un punto di arrivo, bensì un punto di partenza, un nuovo inizio verso una nuova stagione per il Monte di Brianza. Una stagione che sarà nostro compito rendere ricca di soddisfazioni per un territorio che si merita molto meglio di quello che fino ad ora ha ricevuto.

Benvenuto PLIS del Monte di Brianza!

 

Matteo - Associazione Monte di Brianza

 

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