Monte di Brianza e pratica venatoria

Il 31 gennaio si è definitivamente chiusa la stagione venatoria.

Questo significa che non ci saranno più persone armate in giro per il territorio anche fino a poca distanza dalle case.

Vale la pena ricordare che questo accade per ben cinque mesi l’anno.

Questo significa la fine degli abbattimenti “accidentali” o per sbaglio di specie protette. Non a caso i Centri di Recupero della Fauna Selvatica hanno un’impennata di arrivi proprio in concomitanza della stagione venatoria.

E questo significa anche la fine della dispersione di piombo sul terreno dal momento che da ogni sparo corrisponde una significativa quantità di quel metallo che finisce nell’ambiente.

Per comprendere al meglio cosa significhi l’impatto e la pressione venatoria per la nostra collina la cartina sotto mostra la distribuzione degli appostamenti fissi di caccia ( casutel o casuten ) sul Monte di Brianza. A questi si deve aggiungere la pratica della caccia vagante svolta con o senza cani. L’alta concentrazione dipende dal fatto che la collina si trova sul corridoio migratorio Pertus-Colle di Sogno / Monte di Brianza.

Per chi non se ne occupa direttamente, il fenomeno del piombo è una conseguenza della pratica venatoria poco conosciuta, spesso sottovalutata quando non addirittura sottostimata anche se è nota la sua pericolosità al punto di essere una delle principali cause di morte per intossicazione di molte specie di uccelli legate soprattutto agli ambienti acquatici. Nota col nome di Saturnismo ogni anno provoca autentiche morie anche in luoghi dove non si pratica più la caccia da anni o si è passati, per disposizioni di legge, all’utilizzo di cartucce armate con pallini con altri metalli o leghe prive di piombo non tossiche per ambiente o animali. Anatre e altre specie si cibano di materiale vegetale raccolto sul fondo di laghi, lagune, fiumi o estuari con la conseguenza di ingerire accidentalmente pallini di piombo. Altre volte il piombo viene confuso con sassolini o altro materiale ingerito per favorire la triturazione del cibo nello stomaco muscolare.

Qualche dato

In Camargue uno studio sulla Moretta, un’anatra tuffatrice, ha evidenziato come il 40% degli individui contenesse piombo nell’apparato digerente con morie cicliche di migliaia di individui. In Italia contaminazione da piombo è stata riscontrata praticamente in tutte le aree umide e in alcune zone campione delle saline di Cervia e Valli di Comacchio la densità dei pallini era pari a 60 kg/ettaro.

Autopsie eseguite su esemplari di Cigno reale ha rivelato la presenza di un numero di pallini di piombo variabile tra 30 e 1.600.

Uno o due pallini di piombo nel ventriglio di alcuni limicoli, piccoli uccelli trampolieri che si nutrono setacciando e rovistando nel limo, possono provocare la morte nel giro di un mese.

In Spagna si è stimato che ogni anno muoiano per gli effetti del Saturnismo fino a 70.000 uccelli.

In Italia la quantità di piombo diffuso soprattutto in punti strategici come zone umide o valichi montani è stimata tra le 17.000- 25.000 tonnellate ( ogni cartuccia calibro 12 sparata diffonde nell’ambiente 32 g di piombo ).

Che la caccia non sia una pratica sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che etico era noto. Se alle considerazioni legate squisitamente al solo gesto aggiungiamo quelle espresse sopra ecco che allora il quadro si completa .

Bibliografia

Groppali R.; Camerini G.

Uccelli e campagna. Conservare la Biodiversità di ecosistemi in mutamento.

Alberto Perdisa editore.

Gariboldi G.; Andreotti A. ; Bogliani G.

La conservazione degli uccelli in Italia. Strategie e azioni

Alberto Perdisa editore.

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