Due parole sull'annullamento del motocross ad Airuno

Due parole in merito alla polemica sorta in seguito all’annullamento della gara di motocross prevista ad Aizurro per domenica 18 settembre. Innanzitutto siamo stupiti dalla modalità con cui è stata riportata la notizia da un noto settimanale locale: espressioni tipo “crociata mossa dai membri dell’Associazione Monte di Brianza”, “intransigenza assoluta di cui si è ammantata la battaglia ecologista”, “gli ambientalisti fanno saltare il Tino’s Memorial” e altre amenità simili travisano totalmente la realtà dei fatti. Un’informazione a senso unico che ha voluto forzatamente farci apparire come i cattivi di turno che negano non si sa per quali malvagi motivi certe attività benefiche. Il nostro approccio nell’affrontare la questione è totalmente diverso da come si è voluto farlo apparire, ed il fatto di non averci nemmeno interpellati rende ancor meno obbiettiva l’informazione data ai lettori. Entrando nel merito della questione, abbiamo sempre ritenuto lodevoli gli scopi e le finalità per cui questa manifestazione viene organizzata, e ci uniamo nel ricordo del caro amico scomparso qualche anno fa. Ma, come è stato più volte espresso anche direttamente agli organizzatori stessi, occorre nel farlo valutare per bene alcuni aspetti e certe conseguenze della loro volontà di far percorrere a tutti i costi i mezzi motorizzati su questa area naturale. Pubblica o privata che sia. Risultano poi false le illazioni per cui come Associazione non avremmo mai voluto sederci ad un tavolo per discutere. Il dialogo c’è stato, sia a livello informale e privato con i soci dell’Associazione Amici di Tino, sia a livello “più istituzionale” all’interno della Consulta del PLIS, di cui siamo parte. E in questi colloqui non non è stato mai chiesto da parte nostra di vietare o rinunciare alla manifestazione in generale, ma solo di cercare percorsi alternativi per la gara di motocross, percorsi che siano al di fuori dell’’area protetta recentemente istituita, per tutte le motivazioni di tutela ambientale che già conosciamo. Richiesta che da parte loro non è stata mai accettata. Inoltre ci stupisce la reazione del sindaco di Airuno: a parte che un sindaco dovrebbe conoscere le proprie ordinanze, ma, a monte di questo, nelle varie sedi istituzionali e nei vari incontri da parte nostra al sindaco è sempre stato fatto notare il fatto che queste attività non fossero consentite dai regolamenti nelle aree agricole e boschive. Aggiungiamo poi che è da tempo che si richiede al sindaco, unitamente a tutti i suoi colleghi del Monte di Brianza, di organizzare controlli per evitare il domenicale via vai di mezzi motorizzati lungo i sentieri (non parliamo della gara, ma delle domenicali scorribande incontrollate); richiesta anche questa che non ci risulta abbia mai trovato riscontro. Sempre dal settimanale di cui sopra leggiamo poi un particolare invito: “invece di puntarci il dito contro vengano con noi a pulire i sentieri”: su questo ci troviamo perfettamente d’accordo, in quanto è un’attività che come Associazione Monte di Brianza, assieme al CAI di Calco, viene svolta periodicamente, non solo nel territorio di Aizurro ma in tutto il territorio del PLIS. E su questo punto ci preme ricordare che pochi mesi fa, proprio nel territorio comunale di Airuno, proprio nei pressi di Aizurro, abbiamo ripristinato un sentiero che era franato, sicuramente a causa del maltempo, ma a nostro parere anche perché fortemente danneggiato e indebolito dal continuo passaggio di motocross (nella foto il sentiero da noi ripristinato). Concludiamo invitando chi ha la fortuna di vivere in certi ambienti a far di tutto per conservarli al meglio, ed auspicando che le recenti “minacce” di legalizzazione di certe attività, che sono antitetiche all’idea che noi abbiamo di conservazione e tutela del territorio, rimangano tali.

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