Parco di Montevecchia: caccia in arrivo?

 

Alla fine ce l’hanno fatta!

 Valle del Curone e Montevecchia: pronti i cacciatori.

 Montevecchia: tornano le doppiette.

 Questi infatti i titoli riportati da alcuni giornali locali a proposito della possibilità che si torni a sparare nel Parco.

Intanto si dovrebbe riflettere sul perché una categoria di persone dedite ad un discutibile passatempo, decisamente in minoranza perché in via di estinzione riesca a strappare, segnando una sorta di legge del contrappasso, sempre più terreni, spazi e concessioni.

Questo è l’ennesimo regalo prodotto da una ormai nota legge regionale che costringe i parchi alla loro ri-perimetrazione tra le zone "a NATURALE" con divieto di caccia e quelle "REGIONALE" dove quest’ultima viene concessa.
Benchè il Parco Regionale di Montevecchia e della valle del Curone abbia mantenuto tutta la sua superficie “hunting free” ben oltre le scadenze previste dalla legge, la Regione è intervenuta d’ufficio per ribadire con forza come stanno le cose.

Tuttavia c’è un "ma".

 Infatti, la Provincia di Lecco, nel riportare la notizia utilizza il condizionale perché la decisione ultima spetterebbe alla Provincia e stando alle parole del dirigente provinciale all’ecologia-caccia e pesca sentito sulla questione “si tratta comunque più di una scelta politica che tecnica”.

E’ a questo punto che chiediamo a gran voce alla Giunta Provinciale di segnare una linea di confine e di cambiamento con i loro predecessori i quali, da novelli Ponzio Pilato, hanno preferito “ lavarsi le mani” a proposito dell’approvazione del nuovo Piano Paunistico Venatorio decidendo di non decidere.

Se è dunque una decisione politica in questo caso è necessario riaffermare con forza l’attenzione all’ambiente, al territorio e alla sicurezza soprattutto dopo i recenti incidenti accaduti anche nella nostra provincia perché tutto ciò significa anche persone armate nelle vicinanze delle abitazioni per molti mesi, diffusione di sostanze nocive per l’ambiente quali il piombo ed introduzione di specie aliene. Circostanze che mal si sposano con l’idea di Parco.

Chiediamo che, se c’è stata una decisione all’origine, immaginiamo anch’essa di natura politica, di far diventare Parchi alcune porzioni del nostro territorio riconoscendone valore e bellezza, ci si comporti di conseguenza evitando di dare adito all’ennesimo caso di ambiguità e di incoerenza tutta italica alimentando il paradosso: è tutto vietato, è tutto concesso.

Chiediamo dunque alla Giunta Provinciale di esser coerente con i principi di tutela e di salvaguardia dell’ambiente nonché di attenzione verso la salute e l’incolumità delle persone.

Il tutto alla luce della considerazione che l’ambiente naturale ha subito ormai pesanti trasformazioni le quali, non consentono di ospitare in modo equilibrato specie selvatiche e di conseguenza... ...nemmeno i loro predatori umani...

Associazione Monte di Brianza

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