Andar per erbe selvatiche commestibili

Domenica 4, ci siamo avventurati tra boschi e radure per conoscere elementi naturali che spesso tocchiamo, magari calpestiamo, ma, sebbene possa giovarci, non mangiamo.
Accolti dallo splendido paesaggio di Mondonico, ci siamo fatti guidare da Daniela, nostra socia ed esperta di botanica, per trovare e riconoscere le erbe selvatiche commestibili.

Vero dono della natura, queste essenze si sono smarrite tra le pieghe della memoria collettiva. Per chi si fa guidare per la prima volta da un esperto, queste emergono con misterioso fascino dalle nebbie dell'ignoto facendo intravedere meravigliose proprietà. Si procede piano, ovviamente, l'avventatezza è sconsigliata: per conoscersi ci vuole del tempo dopotutto.

Bisogna fare amicizia con le erbe, guardarle con attenzione, memorizzarne la forma delle foglie, del fiore, del bulbo.
Il risultato ripaga però tutte le fatiche e c'è anche la gioia della sorpresa: si può riempire un piatto per un'insalata, o una tisaniera, o una pentola a pressione con piante dei nostri boschi.

Le essenze sono autoctone o arrivate da lontano, ma diventate gradualmente parte del paesaggio e, impariamo oggi, dell'alimentazione. Del resto anche il grano "turco" richiese del tempo prima che si imparasse a ridurlo in polenta!

Anche il cielo è stato un ottimo compagno, e mentre attraversavamo i boschi verso Santa Maria Hoè potevamo guardare verso le belle colline di Perego, mentre a occidente il Monte Rosa dominava il paesaggio.

Tra i vicoli di Mondonico ci siamo fermati perchè Daniela potesse dare tutte le raccomandazioni e le istruzioni sulle decine di erbe reccolte durante la camminata. Ripeterle fa bene, non solo alla memoria.


Arrivati a San Biagio ci siamo salutati con dei consigli per l'uso delle erbe in cucina:

la curiosità era molta, speriamo, almeno in parte, di averla saziata.

 
Stefano
Associazione Monte di Brianza

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