ELOGIO DEL SOCIO

Il socio.
No! Non stiamo parlando del celebre film di Sidney Pollack e nemmeno del romanzo di John Grisham da cui è tratto.
In quel frangente il termine assumeva i connotati dispregiativi di qualcosa di sgradevole legato al malaffare o a qualcosa di losco.
Tranquilli, niente di tutto ciò.
Lo spunto ci viene offerto dal fatto che, in questo periodo per il mondo del terzo settore è tempo di iscrizioni, rinnovi e in genere, a come allargare il proprio consenso verso l’esterno.
In questo senso il socio assume invece il ruolo di ossatura, di colonna portante di qualcosa a volte di grande, di un’idea, di un progetto quando non addirittura di un sogno o di un delirio.
Il socio non è una formalità, molto più di frequente invece è solo una delega. Si!, Si!,Va bene, bravi ma basta che fate voi!
Il socio è condivisione, complicità ed ecco che qui sì che potrebbe starci bene quel pizzico di “ torbido “ evocato in apertura.
Il socio è un vettore più o meno consapevole di un messaggio positivo.
Il socio è la conferma che la tua idea stà camminando con le proprie gambe fino a varcare i confini di qualche sede o umido scantinato che ha tenuto a battesimo progetti ed aspettative.
I soci sono quegli anelli concentrici che si dipartono da un semplice sasso gettato nello stagno. Trasmettono ed amplificano un moto ed una azione portandola lontana.
Il socio è anche qualcosa di intimo, di estremamente personale. E infatti… ...sono andato in montagna con il mio socio. Io e i miei soci... ...o ancora, sono andato a fare un giro con i miei soliti soci.
Insomma, sembra proprio che tutto sia sorretto da soci.
Le compagnie con le relazioni.
I progetti con le idee.
E le azioni.

Associazione Monte di Brianza

 

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