Tangenziali... a volte ri-tornano!

La questione non è legata al non riconoscere che il territorio abbia problemi di viabilità, anzi, tutt'altro e d’accordo sulla necessità di svincolarlo dalla morsa del traffico.

Basta mettersi a qualsiasi rotonda per rendersene conto...

La questione è legata a quel "fondamentale per la modernizzazione del nostro territorio"

 

Su quali modelli di riferimento si enuncia tale affermazione?

 

Come è noto, i nostri "vicini di casa " quando parlano di modernizzazione sicuramente non pensano a delle strade. Anzi , fanno di tutto per rinunciarvi e infatti, prima di costruire un quartiere fanno si che ci siano i servizi necessari per mettere in condizione le persone a non averne bisogno. E per lo spostamento di merci non ci risulta che pensino costantemente alle autostrade e dunque al trasporto su gomma.

Interrare una strada, e dunque celarla alla vista, non basta per annullarne l’ impatto ambientale. I fumi e i gas di scarico anche considerando la lunghezza delle gallerie e proprio per la pericolosità dimostrata in caso di incidenti, dovranno essere opportunamente convogliati ed aspirati.

Inoltre, un’ opera che sembrava dover vedere la luce chissà quando, apprendiamo che è soggetta a variante al PTCP della provincia di Lecco e proposta nelle opera della Regione Lombardia.

Uno dei maggiori problemi si riscontra nelle ore di punta in cui si muove il traffico pendolare dalla Brianza e da Lecco in direzione Milano e viceversa al tardo pomeriggio. La proposta di una metropolitana leggera o del treno darebbero una risposta efficace.

E considerando i costi di altre opere autostradali costruite o in costruzione, quelle su ferro sarebbero maggiormente sostenibili sia dal punto di vista economico che ambientale.

Nel nostro caso amministratori seri dovrebbero presentare una proposta basata su un confronto costi-benefici fra soluzione stradale e su ferro: quest’ultima per noi è prima di tutto una scelta di civiltà perché darebbe a tutti la possibilità di usufruirne, mentre l’uso dell’auto non è praticabile per una larga fascia di cittadini.

Ribadiamo la necessità, quali persone semplicemente preoccupate per uno dei territori maggiormente congestionati al mondo, di perseguire la mobilità sostenibile.

 

Il nostro non è un “no!”, è un’alternativa. Sostenuta con convinzione proprio perché sappiamo aver funzionato altrove. Perché non dovrebbe funzionare anche nella avanzata e tecnologica Lombardia? Non siamo d’accordo per la tangenziale stradale ma sosteniamo la necessità di un prolungamento delle linee metropolitane milanesi nel territorio della “città diffusa briantea e lecchese”.

Intanto,senza aspettare anni, facciamo funzionare intensamente il doppio binario sulla Lecco-Milano, supportato da posteggi di interscambio lungo il percorso ferroviario.

E in queste nostre affermazioni riponiamo tutta la fiducia affinchè le istituzioni sappiano fare le scelte giuste nella direzione di un cambio radicale e culturale in materia di sviluppo e mobilità.

 

Associazione Monte di Brianza
Legambiente Circolo di Lecco

Franco Orsenigo
Pierfranco Mastalli

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