Sentierone e PLIS

Chi si è trovato a percorrere ultimamente il sentiero n° 1 che dalla frazione di Mondonico (Olgiate Molgora) sale fino a Campsirago (Colle Brianza)no a Campsirago (Colle Brianza), avrà sicuramente notato dei lavori in corso, o quanto meno un tratto di sentiero rimesso a nuovo. Lavori che potrebbero avere anche un seguito. Infatti, dopo i primi 15.000 euro, ne sono già stati appaltati altrettanti per un intervento tra Galbiate e Figina, e a questi si dovranno aggiungere altri 80.000 euro destinati ad opere di recupero o ripristino ambientale. Per la prima volta non siamo di fronte ad un intervento sporadico richiesto dall’ennesima emergenza o realizzato dall’immancabile buona volontà dei molti volontari che ormai da decenni si occupano di fare manutenzione sui sentieri della nostra collina. Dietro a questo intervento si nascondono il lavoro e la pianificazione di due Parchi: il Parco del Monte Barro e quello di Montevecchia e della Valle del Curone. Infatti il progetto “Dalla pianura alle montagne”, conosciuto ai più come il “Sentierone”, ha portato i due Parchi a uscire dal loro territorio di competenza per occuparsi di una zona dove al momento non esiste alcuna forma di tutela, ne’ di pianificazione e gestione degli interventi sui vari fronti di criticità. Il Monte di Brianza si trova proprio al centro del “Sentierone” e costituisce a pieno titolo un esempio di dorsale verde o corridoio biologico. Questa è la miglior risposta a coloro che ancora nutrono dubbi sull’istituzione del PLIS del Monte di Brianza temendo il blocco di tutte le attività o adducendo come alibi la difficile congiuntura finanziaria. Siamo anche certi che attraverso la mediazione autorevole di un PLIS i fondi sarebbero arrivati senza ricorrere alla sensibilità di chi ha voluto e gestito il “Sentierone”. Questo progetto è inoltre più che mai coerente con quanto da sempre sostiene il Comitato: al di là delle regole già scritte in materia di edilizia, di taglio dei boschi, di caccia e previste dai singoli organi competenti (Regione, Provincia, Comuni) esiste la possibilità di una concreta gestione del territorio. Purché qualcuno se ne occupi investendo tempo, risorse ed energie. Vale la pena ricordare, per quanto questo possa sembrare un paradosso, che i lavori hanno interessato un sentiero censito come strada comunale; un bell’esempio di sinergia tra enti che a vario titolo si occupano di territorio. Il Comitato esprime soddisfazione per l’intervento, senza tuttavia celare preoccupazione per il futuro di quel sentiero come del resto di tutti gli altri, spesso maltrattati da usi poco ortodossi, se non addirittura illegali come il moto cross. A tal proposito: il nostro Comitato sì è sempre dichiarato favorevole alla pratica della mountain bike ma pensiamo che il passaggio di migliaia di biciclette con moto al seguito non costituisca il miglior modo di fruire un sentiero. In questo caso si esce dal concetto di fruizione per entrare in quello del mero utilizzo, con una differenza sostanziale per l’ambiente. Non dobbiamo dimenticare che un sentiero non rappresenta solo la possibilità di una passeggiata all’aria aperta, ma soprattutto è un pezzo importante della nostra storia e della nostra identità culturale. Rivolgiamo quindi un appello a chi, nei vari settori di competenza (Amministrazioni, Enti, Associazioni), possa attraverso decisioni equilibrate garantire la tenuta e il rispetto di un pezzo importante di questo patrimonio. Siamo convinti che un Parco Locale di Interesse Sovracomunale sia la strada da percorrere per realizzare questo importante obiettivo. Dunque un intervento non solo strutturale, ma anche culturale: chiediamo che il lavoro eseguito con soldi pubblici non venga vanificato dal cinico disprezzo per il bene comune e per il bello che ci circonda.

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