Per Farfalle sul Monte di Brianza (puntata n. 5)

I Licenidi sono belle farfalle di dimensioni modeste, che si riconoscono dalla colorazione azzurra o blu-violetta delle ali. In genere solo il maschio presenta le ali di questo colore, la femmina è brunastra. Tuttavia il rovescio delle ali è simile nei due sessi e consente, grazie alla diversa distribuzione delle macchie, di identificare le varie specie. Il rovescio delle ali permette inoltre alle farfalle di mimetizzarsi. Posati sui fiori ad ali chiuse spesso i licenidi passano inosservati. Vedere volare queste farfalle tra i fiori  è uno spettacolo meraviglioso, soprattutto quando la luce del sole mette in evidenza il colore splendente delle loro ali.
Diversi Licenidi, allo stadio di bruco, vivono in simbiosi con le formiche. Il bruco produce infatti una sostanza zuccherina, di cui la formica è ghiotta. Portato nel formicaio, si nutre a spese delle sue ospiti, divorando le uova e le larve, oppure, come accade per talune specie, facendosi imboccare direttamente dalle formiche. Giunto il momento opportuno il bruco si sposta all’ingresso del formicaio e si trasforma in crisalide. Da questa emergerà la farfalla che, salita sullo stelo di una pianta, farà asciugare per bene le sue ali prima di cominciare a volare.
 
A Marconaga un icaro o argo azzurro (Polyommatus icarus) e un piccolo argo (Celastrina argiolus) volteggiano tra i fiori dello stesso prato. Come la maggior parte dei Licenidi, anche il piccolo argo è caratterizzato da dimorfismo sessuale: i maschi hanno il dorso delle ali di colore azzurro cielo con riflessi rossastri e con sottili margini neri, le femmine hanno questi margini molto più larghi e tonalità più o meno chiare. Vola di preferenza nelle vicinanze di siepi e radure boschive e la si vede spesso volare alta, caratteristica che la contraddistingue dagli altri licenidi. La si vede raramente posata sui fiori, in effetti predilige nutrirsi della melata prodotta dalle piante.
Le larve dell’icaro e del piccolo argo sono spesso accudite dalle formiche.
 
                                                      Icaro
 
Una lucina (Hamerias lucina) frequenta il luogo a lei più congeniale: il margine del bosco, dove può trovare le primule e le acetoselle di cui si nutrono le sue larve. A riposo si nasconde tra le foglie morte della pianta ospite. I suoi colori non sono molto appariscenti, è molto localizzata e non frequente, tranne che in alcune regioni alpine. Questa specie appartiene alla famiglia Riodinidi.
 
Tra i Satirini, fa bella mostra di sé, una pamfila (Coenonympha pamphilus), farfallina dalle ali arancione, con una piccola macchiolina scura su quelle anteriori. Il bruco, che sverna, si nutre di diverse specie di Graminacee. In estate è molto comune e frequenta abitualmente ambienti aperti.
 
 
                                                   Pamfila
 
Sempre in questi prati volteggia un Esperide, Erynnis tages. Le sue ali sono di colore bruno scuro, solo le posteriori presentano dei piccoli spazi biancastri. Il suo bruco vive a spese di diverse specie di Fabacee tra cui il ginestrino. I bruchi svernano all’interno di un astuccio intessuto di foglie e seta.
 
Ai margini del sentiero verso Ravellino, ci sono cespugli di rovo, frequentati da farfalline appartenenti alla specie Pyrgus malvoides. Si tratta di una piccola farfalla dalle ali di colore brunastro con macchie bianche. Il suo bruco si nutre volentieri della fragola e della potentilla.
Gli Esperidi sono caratterizzati da un volo rapido, grazie al quale si spostano di fiore in fiore.
 
                                                   Pyrgus Malvoides
                                                      
                                                                                              (Continua…alla prossima puntata)
 
Fotografie di Alfio Sala e Gaetano Nava
 

Laura Farina

 

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