Per Farfalle sul Monte di Brianza (puntata n. 4)

 

 
Passeggiata sul Monte di Brianza del 21 aprile 2011, temperatura media 20° C.
 
E’ una bellissima giornata di primavera: nasce il desiderio di ripercorrere i sentieri dell’anno passato ed osservare le prime farfalle della bella stagione.
 
A Marconaga volteggia un bellissimo podalirio (Iphiclides podalirius), farfalla che si incontra soprattutto in prossimità dei frutteti. Il bruco infatti si nutre di foglie di diverse specie di Rosacee arboree, coltivate (ciliegio, melo, pero, …) e selvatiche. La farfalla adulta sfoggia una livrea giallo pallido con bande trasversali bruno-nerastre. Le sue ali posteriori si prolungano in due caratteristiche code. Grazie a queste “code di rondine” questa specie può percorrere lunghe distanze con volo planato senza sbattere le ali. Il podalirio, sempre più raro nelle nostre campagne, soffre molto l’attacco degli agenti inquinanti.

                                                     Podalirio

Un altro Papilionide visita i prati fioriti e le radure dei boschi: il macaone (Papilio machaon). Questa farfalla non finisce mai di stupire e meravigliare per la leggiadria e la bellezza della sua livrea. Con il podalirio è una delle specie di farfalle diurne europee che raggiunge le dimensioni maggiori. La sua apertura alare infatti può arrivare a misurare fino a 8 cm! Le ali hanno una colorazione gialla con macchie nere. I bruchi maturi rivaleggiano in bellezza con la farfalla adulta: sono di un bel colore verde erba con anelli e macchie rosse e giallo rossicce. Si nutrono di numerose specie di ombrellifere, quali carota selvatica e finocchio. Se vengono disturbati, i bruchi emettono da dietro la testa un paio di ghiandole a forma di corno che producono un odore repellente che allontana i predatori.
 
                                          Macaone
 
Alcuni Pieridi, dalle ali candide, svolazzano tra i fiori e lungo il margine dei boschi. Una timida Pieris mannii visita una radura illuminata dal sole, nel vicino sottobosco. E’ la più piccola delle cavolaie. Le ali sono di colore bianco con disegni nerastri, che diventano più scuri nelle successive generazioni annuali. I bruchi, verdi con bande gialle, sono presenti in ogni periodo dell’anno, per cui la farfalla iberna in questo stadio.
 
Accanto alla specie precedente sono presenti diversi esemplari di pieride del navone o navoncella  (Pieris napi). Anche questa farfalla presenta, nel corso dell’anno diverse generazioni e in particolare quelle che si sviluppano durante l’estate hanno macchie alari meno pronunciate di quelle primaverili e nervature più sottili. Una piccola pieride della senape (Leptidea sinapis) volteggia rasente il suolo. Questa farfallina, come detto in precedenza, è caratterizzata da un volo stentato. Quando si posa tiene sempre le ali chiuse al di sopra del corpo.
 
Ad un tratto ecco comparire l’aurora (Anthocaris cardamines), il cui nome poetico deriva dal fatto che il maschio presenta sulla punta delle ali, delle estese macchie arancione, che ricordano il sole nascente. E’, insieme alla cedronella, una delle prime farfalle a comparire all’inizio della primavera. Questa farfalla presenta una sola generazione annuale ed è generalmente in volo da marzo a giugno. Sverna allo stadio di crisalide, che simile ad una spina, si mimetizza facilmente. Il bruco si nutre di alcune specie di Brassicacee tra cui la cardamine. Anche il bruco si mimetizza, assumendo la forma delle silique della pianta ospite.
 
                                                        Aurora
 
                                                     (Continua.. alla prossima puntata)
 
Fotografie di Alfio Sala e Daniele Saini
 
 
Laura Farina

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