La piaga del motocross sul Monte di Brianza

E’ da anni che tutte le associazioni ambientaliste, i volontari, gli escursionisti e tutti i frequentatori del Monte di Brianza lamentano l’inciviltà di chi devasta il territorio boschivo con la pratica del motocross. Ricordiamo che esiste già una legge che proibisce in modo categorico questa attività, ma purtroppo mancano i controlli, e così, soprattutto alla domenica, ci troviamo di fronte non pochi motociclisti sui nostri sentieri, che come ricordo del loro passaggio lasciano numerosi danni alla flora e ai sentieri che con tanta cura i volontari del CAI e di altre associazioni cercano di mantenere in uno stato decente.
Di seguito un articolo de
La Provincia su come tale attività sta compromettendo la realizzazione di un area verde a cura degli “Amici di Consonno” nell’omonima località:
Olginate: il nuovo parco invaso dai motocrossisti
Non è ancora pronto, ma il parco comunale di Consonno è già stato preso di mira e devastato dai soliti incivili. Nei giorni scorsi i volontari dell'associazione “Amici di Consonno”, come abbiamo riportato, hanno lavorato nell'area di 60mila metri quadrati ottenuta dal Comune dalla proprietà, per liberarla da rovi e da quanto si è accumulato in decenni di abbandono per trasformarla in un parco pubblico aperto a tutti. Ma il continuo passaggio delle moto da cross sta seriamente compromettendo il lavoro fatto. Per questo l'associazione lancia un allarme e invita tutti i frequentatori della collina a rispettare l'impegno di chi dedica il proprio tempo per il bene comune, ma soprattutto a rispettare quello che sarà uno spazio per tutti.  Così il presidente degli “Amici di Consonno”, Barbara Fumagalli: «A Pasquetta si è svolta la tradizionale festa e per questo ci tengo a esprimere un ringraziamento speciale a tutti gli “Amici di Consonno” che si sono impegnati per la buona riuscita della manifestazione e che si impegnano ogni giorno per la cura e la pulizia della collina. Purtroppo stando ai fatti sembra che questo impegno non sia apprezzato da tutti. Mi riferisco al fatto che il grosso lavoro di pulizia fatto sul “But de dor”, così veniva chiamata dagli abitanti l'area oggetto dei lavori, è stata attaccata da qualche motociclista. In queste settimane i volontari hanno lavorato per riportare alla luce grandi distese incolte, purtroppo abbandonate da tempo.

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