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Se sette anni vi sembran pochi...

 

Come è noto dalla fontana di Campsirago non scorre più acqua da quasi cinque anni e, nel tentativo di fare ipotesi, si è passati dalla captazione alla siccità passando per tubi rotti e privati poco collaboranti.
 
La cosa sta assumendo i caratteri della commedia tragi-comica al punto che ormai sono poche le persone, associazioni quando addirittura minoranze consiliari che non si siano cimentate con la spinosa questione nel corso di questi anni.
Peccato che forse, a non cimentarsi con determinazione, volontà politica e con l’autorevolezza istituzionale che compete ad un comune al quale non mancano certo gli strumenti per farlo, sembra essere proprio l’amministrazione comunale di  Colle Brianza.
Altrimenti non si spiegherebbe come è possibile che dalla prima dichiarazione del sindaco di Colle, a quella più recente, siano passati ben sette anni !!
La cronaca locale ci fornisce l’antefatto e l’aggiornamento sulla questione e a tal proposito vengono riportati fedelmente i virgolettati.
16 Novembre 2009.
Casateonline titolava : Campsirago : prosciugato il lavatoio. Si sospettano prelievi abusivi in rete.
“in un primo momento avevamo deciso di rifare un tratto di tubazione pensando che il problema fosse causato da una perdita della condotta. Da successive indagini abbiamo però appurato come l'acqua entri all'interno di una proprietà  privata per fuoriuscirne solo a tempi alterni. A questo punto abbiamo interpellato il gruppo alpini, Legambiente e i volontari della Protezione Civile con i quali è stata fissata una riunione per il primo mercoledì di dicembre. Per "tagliare la testa al toro" l'idea è quella di spostare il tubo interamente su suolo pubblico al fine di poter procedere ad una totale sostituzione visto anche lo stato di usura della condotta. In questi giorni il lavatoio dovrebbe trovarsi all'asciutto per via della siccità  stagionale, ma il legittimo sospetto di qualche "prelievo" avvenuto lungo la tubatura c'è e andrà  verificato".

12 Settembre 2015
Casateonline titolava : Campsirago: Monte di Brianza e sodalizi di nuovo in campo per far rinascere il lavatoio.
In questa circostanza si ricordava come ormai fossero quasi quattro anni dal momento in cui l’acqua della fontana ha cessato di sgorgare nell’antico lavatoio e a tal proposito
polizia locale e ufficio tecnico hanno effettuato un sopralluogo all'inizio di agosto. È stato accertato che il punto di arresto del flusso d'acqua si trova all'interno di una proprietà privata, ma con la sonda è stato difficile raggiungerlo. C'è qualcosa che impedisce lo scorrere dell'acqua". "Entro fine mese vogliamo avere le idee chiare per poter eventualmente intervenire e risolvere il problema" ha poi aggiunto Manzoni.
Dunque la dichiarazione del 2009 indicava in modo inequivocabile, una dichiarazione di intenti a prescindere da quali fossero le cause effettive.
Nell’Italia che attende tredici mesi per un esame clinico, anni per cause giudiziarie o permessi edilizi, sette anni per far tornare l’acqua ad una fontana, oltre tutto , di proprietà comunale, ci sembrano un bel primato. Sarebbe anche opportuno che le istituzioni non deludessero le aspettative delle associazioni di cittadini che hanno a cuore il territorio e le sue emergenze storiche e culturali.
Perché non c’è niente di più triste di una fontana dalla quale non scende più acqua.
E dunque saremmo lieti di conoscere modalità di intervento, tempistica e tabella di marcia, non dichiarazioni altisonanti perché sulla volontà di intervenire sembra che non ci siano dubbi…….o forse no ?

Associazione Monte di Brianza

Puntualizzazioni sulla gara di motocross di Airuno

 

Facendo seguito ad alcuni articoli e servizi apparsi su media e tv locali ci preme puntualizzare alcune questioni perché fare la parte dei cattivi non ci piace, soprattutto se questo non corrisponde al vero, e dunque

  • Essendo una associazione di volontariato non abbiamo nè vogliamo avere facoltà di vietare alcunché a nessuno.

  • Essendo al paradosso e per la nota regola del contrappasso, a vietare la manifestazione è stata proprio quella istituzione che tanto la sponsorizzava : il comune di Airuno con una sua delibera.

  • A tal proposito è bene ricordare che, essendo stata organizzata per ben due anni con un divieto in corso, è legittimo pensare che la cosa possa generare qualche motivo di confusione o perplessità.

  • Quando si parla di mediazione tra le parti ricordiamo che ad un incontro con gli organizzatori e il Comune di Airuno noi ci siamo presentati con proposte e richieste. Non con imposizioni o rifiuti.

  • A proposito di manutenzione dei sentieri, uno degli ultimi interventi eseguiti insieme al Cai di Calco ha riguardato proprio lo smottamento di parte del sentiero n° 7 che da Airuno porta alla Crosaccia. E lo facciamo da più di trent’anni, senza interessi se non quello di avere cura del nostro territorio.

  • In questa vicenda, nessuno ha vinto, nessuno ha perso. Si è solo rispettata un’ordinanza ……è così sconvolgente in Italia ?

 

Associazione Monte di Brianza

 

Due parole sull'annullamento del motocross ad Airuno

Due parole in merito alla polemica sorta in seguito all’annullamento della gara di motocross prevista ad Aizurro per domenica 18 settembre. Innanzitutto siamo stupiti dalla modalità con cui è stata riportata la notizia da un noto settimanale locale: espressioni tipo “crociata mossa dai membri dell’Associazione Monte di Brianza”, “intransigenza assoluta di cui si è ammantata la battaglia ecologista”, “gli ambientalisti fanno saltare il Tino’s Memorial” e altre amenità simili travisano totalmente la realtà dei fatti. Un’informazione a senso unico che ha voluto forzatamente farci apparire come i cattivi di turno che negano non si sa per quali malvagi motivi certe attività benefiche. Il nostro approccio nell’affrontare la questione è totalmente diverso da come si è voluto farlo apparire, ed il fatto di non averci nemmeno interpellati rende ancor meno obbiettiva l’informazione data ai lettori. Entrando nel merito della questione, abbiamo sempre ritenuto lodevoli gli scopi e le finalità per cui questa manifestazione viene organizzata, e ci uniamo nel ricordo del caro amico scomparso qualche anno fa. Ma, come è stato più volte espresso anche direttamente agli organizzatori stessi, occorre nel farlo valutare per bene alcuni aspetti e certe conseguenze della loro volontà di far percorrere a tutti i costi i mezzi motorizzati su questa area naturale. Pubblica o privata che sia. Risultano poi false le illazioni per cui come Associazione non avremmo mai voluto sederci ad un tavolo per discutere. Il dialogo c’è stato, sia a livello informale e privato con i soci dell’Associazione Amici di Tino, sia a livello “più istituzionale” all’interno della Consulta del PLIS, di cui siamo parte. E in questi colloqui non non è stato mai chiesto da parte nostra di vietare o rinunciare alla manifestazione in generale, ma solo di cercare percorsi alternativi per la gara di motocross, percorsi che siano al di fuori dell’’area protetta recentemente istituita, per tutte le motivazioni di tutela ambientale che già conosciamo. Richiesta che da parte loro non è stata mai accettata. Inoltre ci stupisce la reazione del sindaco di Airuno: a parte che un sindaco dovrebbe conoscere le proprie ordinanze, ma, a monte di questo, nelle varie sedi istituzionali e nei vari incontri da parte nostra al sindaco è sempre stato fatto notare il fatto che queste attività non fossero consentite dai regolamenti nelle aree agricole e boschive. Aggiungiamo poi che è da tempo che si richiede al sindaco, unitamente a tutti i suoi colleghi del Monte di Brianza, di organizzare controlli per evitare il domenicale via vai di mezzi motorizzati lungo i sentieri (non parliamo della gara, ma delle domenicali scorribande incontrollate); richiesta anche questa che non ci risulta abbia mai trovato riscontro. Sempre dal settimanale di cui sopra leggiamo poi un particolare invito: “invece di puntarci il dito contro vengano con noi a pulire i sentieri”: su questo ci troviamo perfettamente d’accordo, in quanto è un’attività che come Associazione Monte di Brianza, assieme al CAI di Calco, viene svolta periodicamente, non solo nel territorio di Aizurro ma in tutto il territorio del PLIS. E su questo punto ci preme ricordare che pochi mesi fa, proprio nel territorio comunale di Airuno, proprio nei pressi di Aizurro, abbiamo ripristinato un sentiero che era franato, sicuramente a causa del maltempo, ma a nostro parere anche perché fortemente danneggiato e indebolito dal continuo passaggio di motocross (nella foto il sentiero da noi ripristinato). Concludiamo invitando chi ha la fortuna di vivere in certi ambienti a far di tutto per conservarli al meglio, ed auspicando che le recenti “minacce” di legalizzazione di certe attività, che sono antitetiche all’idea che noi abbiamo di conservazione e tutela del territorio, rimangano tali.

E’ VIETATO !

Apprendiamo dalla rete di una manifestazione/esibizione di mezzi motorizzati che si svolgerà il 18 Settembre ad Aizurro ricordando che nel territorio comunale di Airuno fa bella mostra di sé questo cartello

Naturalmente il cartello non dice tutto e approfondendo i contenuti dell’ ordinanza n° 1 del 18.8. 1984 si scopre che, in forza della stessa (che non ci risulta mai revocata): “con effetto immediato è vietato l’uso e la pratica del “moto cross” e dei veicoli fuori strada, nonché di ogni altro veicolo similare su tutte le strade mulattiere, sui sentieri di bosco, sui pascoli e boschi e sui prati comunali e PRIVATI, sui parchi e sui giardini ; i trasgressori della presente ordinanza verranno puniti ai sensi di legge ; gli agenti comunali, le guardie forestali ed i carabinieri sono incaricati di fare eseguire la presente ordinanza”.

E dunque ci chiediamo : Perchè ? O meglio : come mai ?
Cogliamo l’occasione per fare un appello a tutti i sindaci del Monte di Brianza affinché mettano in campo tutte quelle azioni perché sui sentieri del nostro territorio si concretizzino le condizioni di sicurezza e di rispetto della legalità al pari di quello che succederebbe ad un incrocio stradale.

Perché la questione è sempre quella: rispetto delle regole e tutela delle persone prendendo spunto da un comune che, emettendo un’ordinanza, per quanto semplice e disarmante, ne ha anticipato i contenuti con provvedimenti che, di fatto, assimilano e nobilitano il territorio verde a quello del tessuto urbano tutelando i diritti dei cittadini.

Nel 1984 !

Con il solo appunto che le ordinanze andrebbero fatte rispettare...

Associazione Monte di Brianza

Conoscere il gambero di fiume

Una serata dedicata al gambero di fiume non solo perchè siamo cocciuti nella nostra idea di conoscere ciò che si tutela ma per ribadire che tutte le specie hanno pari dignità ed utilità nel grande gioco dell'ecosistema.
Tuttavia alcune, anche a causa della loro vulnerabilità o del loro fascino, sembrano avere un'importanza maggiore e il nostro gambero sembra essere sicuramente una di queste.
Di seguito una sorta di vademecum delle cose ASSOLUTAMENTE importanti da sapere. La specie è inserita nella Lista Rossa redatta dall'International Union for Conservation of Nature  and Natural Resources come specie "endangered" e cioè, a rischio di estinzione e con lo stesso livello di minaccia del Panda gigante !!
E' protetto e tutelato a livello comunitario, nazionale e regionale per cui ne è vietata la cattura, il trasporto ed il commercio così come la distruzione e l'alterazione del suo habitat con sanzioni che vanno da 400 fino a 4000 euro con obbligo di ripristino. Il suo peggior nemico è l'uomo che inquina e distrugge l'habitat dove vive. E sempre l'uomo introduce specie alloctone come il Gambero Rosso della Louisiana o il Gambero americano che, essendo portatori sani della peste del gambero, sono la causa dell'estinzione di intere popolazioni di gamberi autoctoni.
E' assolutamente necessaria, al fine di evitare di essere vettori inconsapevoli della peste del gambero, la disinfestazione di stivali e altre attrezzature venute a contatto di acque dove vivono i gamberi alloctoni. Se non si vuole utilizzare la candeggina è sufficiente lasciare asciugare al sole tutta l'attrezzatura per tre giorni.
Ecco dunque una serie di consigli o, per meglio dire, buone pratiche che con un poco di attenzione consentono la conservazione di una specie che è totalmente dipendente o........ in balia dell'uomo.

   

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