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Tesseramento 2017

Esageriamo ? Probabilmente no perché in Italia, contro l’ambiente e il paesaggio, si combatte una vera e propria guerra a colpi di speculazione, di cemento e di distruzione materiale dell’ambiente naturale e del territorio. A questo si aggiungono gli effetti degli elementi naturali che minacciano un comprensorio bello ma fragile.
Ecco perché abbiamo scomodato lo Zio Sam. La nostra è una sorta di chiamata, più che alle armi, alle coscienze e alla voglia di mettersi in gioco perché le aggressioni e gli aggressori dell’ambiente sono tanti e molto agguerriti.
E dunque sostieni l’Associazione Monte di Brianza e le sue azioni a favore del territorio.
Ecco la nuova tessera che rappresenta non solo una adesione o una delega ma un autentico documento programmatico. Una parte importante del nostro territorio da preservare, tutelare e promuovere. Con solo 10 euro puoi diventare socio della Associazione Monte di Brianza.
Ma puoi fare anche di più e meglio !
Oltre al sostegno economico, puoi contribuire con le tue idee e la tua energia, dedicando tempo al­le molte attività  a favore del Parco del Monte di Brianza e di tutto il suo territorio . Potrai così dedicarti a cultura, natura, storia, alla pulizia e alla manutenzione dei sentieri proposte dalla nostra associazione e da tutte quelle che aderiscono al nostro progetto.

Dove e come : il Martedi’ e il Venerdì sera al Cai di Calco dopo le ore 21. Chiedere di Luigino Panzeri. Durante le riunioni dei soci, ai banchetti o durante le nostre uscite a tema e alle nostre attività. Guarda su : www. montedibrianza.it . Seguici alle pagine  Facebook di Amici del Monte di Brianza e Associazione Monte di Brianza
Associazione Monte di Brianza. Via Indipendenza 17, 23885 Calco Lc c/o Casa delle Associazioni.

Replica al comune di Brivio sull'uscita dal PLIS

 

A seguito dell'articolo qui presente su Merate online, pubblichiamo la replica dell'Associazione.

Mentre a Brivio sono preoccupati per i “carrozzoni” , noi continuiamo ad esserlo per il rischio idrogeologico che interessa proprio la parte di quel comune inserito nel PLIS del Monte di Brianza. Ricordiamo la vicinanza con il “ guast “ di Airuno che con quel suo sinistro nome rappresenta una sorta di monito continuo e le varie frane e smottamenti che, negli anni passati, hanno interessato tutto quel versante fino al punto, anni fa, di aver causato il deragliamento di un treno in località Porchera inf. ad Olgiate Molgora: una delle motivazioni per le quali le ferrovie hanno poi realizzato la nuova galleria per Airuno con i lavori del raddoppio ferroviario. Ci chiediamo anche come farà un comune  solo a far fronte ad una eventuale emergenza dal momento che , nella loro intenzione di recedere dal PLIS del Monte di Brianza, non tengono nemmeno conto e forse non lo sanno che , se restassero inseriti all’interno di una convenzione con altri comuni, come quella del PLIS, renderebbe più facile essere al vertice delle graduatorie per ottenere i fondi per necessità del genere.
Intanto non comprendiamo perché, a fronte di tanto timore nei confronti di “carrozzoni” , i loro rappresentanti in Regione Lombardia abbiano potuto votare compatti una legge che di fatto, tra ambiti territoriali e macro aree, li crea.
Ma forse comprendiamo fin troppo bene. Dopo la legge “ammazza boschi” ecco servita la legge “ ammazza parchi”.
Siamo anche dispiaciuti ed amareggiati, ma purtroppo per chi si occupa di ambiente è diventata una costante alla quale tuttavia non vogliamo farci l’abitudine, del fatto che l’ambiente sia, ancora una volta, la vittima sacrificale sull’altare della demagogia e della pessima politica.
Vista l’età media ed il livello di istruzione della compagine che amministra quel paese ci si aspetterebbe attenzione verso i temi ambientali invece si è colpiti anche dalla spavalderia e la spregiudicatezza del linguaggio che esprime disprezzo , con esclamazioni e slogan che rimandano a tempi oscuri.
In questo modo, la nuova amministrazione, vanifica e banalizza la portata del grande lavoro realizzato sui sentieri da volontari di associazioni , guarda caso non di brivio, a conferma che chi si occupa di territorio lo fa in modo del tutto disinteressato e a prescindere dal confine amministrativo.
Certo, l’istituzione e la messa a regime di un parco locale non sono cose da poco, richiedono impegno e sforzi  che immancabilmente si scontrano con burocrazia, uffici tecnici ed amministrativi oberati di lavoro e  personale ridotto.  Brivio , senza nemmeno tentare di portare il proprio contributo per migliorare questo meccanismo, anche solo per difendere un proprio interesse, decide di accanirsi sull’anello debole di questa catena scegliendo la strada più facile. 

Associazione Monte di Brianza.

Articolo scariabile qui.

 

A proposito della fontana di Campsirago, o meglio: quando le risposte fanno... ...acqua da tutte le parti !!

Su LA PROVINCIA, SABATO 19 NOVEMBRE 2016

 

A proposito della fontana di Campsirago, o meglio : quando le risposte fanno……acqua da tutte le parti !!

Leggendo la replica del sindaco di Colle Brianza, ci convinciamo che le perplessità espresse nel nostro primo intervento, circa la volontà di intervenire sulla questione dell’acqua della fontana di Campsirago, erano più che motivate. Ci sono voluti ben sette anni di proclami e buone intenzioni : vedremo, faremo, cercheremo e anche ora, nella sua replica, Manzoni si dimostra coerente con questa linea di “ non azione”.
Certo , che la situazione fosse intricata e complessa lo sapevamo.
Conosciamo anche la difficile situazione economica in cui versano i nostri comuni.
Ma almeno adesso, dopo sette anni, sappiamo con certezza che non se ne farà nulla.
Prendiamo atto anche se continueremo a monitorare la situazione.
Peccato perché a Colle sanno che ci sono associazioni, privati e cittadini che darebbero volentieri una mano pur di risolvere la vicenda.
Peccato perché in sette anni si sarebbero potuti accantonare le risorse per i lavori.
Peccato perché delle condutture di acqua potabile passano, per servire le case circostanti, vicine al lavatoio.
Peccato perché sulla questione finanziamenti, non si vede molta  lungimiranza nel pensare a bandi regionali, fondazione Cariplo o della Provincia o a nuove modalità come il crowdfunding.
Peccato perché in questo modo, guardare a Campsirago, vuol dire guardare esclusivamente ad un intervento edilizio che ha letteralmente “ fatto fuori “ le  memorie storiche del luogo emarginandole dal contesto rurale in cui si trovano e privandole della loro centralità nella comunità locale.  Il lavatoio senza acqua e la chiesina di San Bernardo, cadente.
In questo modo, il recupero di Campsirago non può dirsi totalmente compiuto.

Associazione Monte di Brianza

Se sette anni vi sembran pochi...

 

Come è noto dalla fontana di Campsirago non scorre più acqua da quasi cinque anni e, nel tentativo di fare ipotesi, si è passati dalla captazione alla siccità passando per tubi rotti e privati poco collaboranti.
 
La cosa sta assumendo i caratteri della commedia tragi-comica al punto che ormai sono poche le persone, associazioni quando addirittura minoranze consiliari che non si siano cimentate con la spinosa questione nel corso di questi anni.
Peccato che forse, a non cimentarsi con determinazione, volontà politica e con l’autorevolezza istituzionale che compete ad un comune al quale non mancano certo gli strumenti per farlo, sembra essere proprio l’amministrazione comunale di  Colle Brianza.
Altrimenti non si spiegherebbe come è possibile che dalla prima dichiarazione del sindaco di Colle, a quella più recente, siano passati ben sette anni !!
La cronaca locale ci fornisce l’antefatto e l’aggiornamento sulla questione e a tal proposito vengono riportati fedelmente i virgolettati.
16 Novembre 2009.
Casateonline titolava : Campsirago : prosciugato il lavatoio. Si sospettano prelievi abusivi in rete.
“in un primo momento avevamo deciso di rifare un tratto di tubazione pensando che il problema fosse causato da una perdita della condotta. Da successive indagini abbiamo però appurato come l'acqua entri all'interno di una proprietà  privata per fuoriuscirne solo a tempi alterni. A questo punto abbiamo interpellato il gruppo alpini, Legambiente e i volontari della Protezione Civile con i quali è stata fissata una riunione per il primo mercoledì di dicembre. Per "tagliare la testa al toro" l'idea è quella di spostare il tubo interamente su suolo pubblico al fine di poter procedere ad una totale sostituzione visto anche lo stato di usura della condotta. In questi giorni il lavatoio dovrebbe trovarsi all'asciutto per via della siccità  stagionale, ma il legittimo sospetto di qualche "prelievo" avvenuto lungo la tubatura c'è e andrà  verificato".

12 Settembre 2015
Casateonline titolava : Campsirago: Monte di Brianza e sodalizi di nuovo in campo per far rinascere il lavatoio.
In questa circostanza si ricordava come ormai fossero quasi quattro anni dal momento in cui l’acqua della fontana ha cessato di sgorgare nell’antico lavatoio e a tal proposito
polizia locale e ufficio tecnico hanno effettuato un sopralluogo all'inizio di agosto. È stato accertato che il punto di arresto del flusso d'acqua si trova all'interno di una proprietà privata, ma con la sonda è stato difficile raggiungerlo. C'è qualcosa che impedisce lo scorrere dell'acqua". "Entro fine mese vogliamo avere le idee chiare per poter eventualmente intervenire e risolvere il problema" ha poi aggiunto Manzoni.
Dunque la dichiarazione del 2009 indicava in modo inequivocabile, una dichiarazione di intenti a prescindere da quali fossero le cause effettive.
Nell’Italia che attende tredici mesi per un esame clinico, anni per cause giudiziarie o permessi edilizi, sette anni per far tornare l’acqua ad una fontana, oltre tutto , di proprietà comunale, ci sembrano un bel primato. Sarebbe anche opportuno che le istituzioni non deludessero le aspettative delle associazioni di cittadini che hanno a cuore il territorio e le sue emergenze storiche e culturali.
Perché non c’è niente di più triste di una fontana dalla quale non scende più acqua.
E dunque saremmo lieti di conoscere modalità di intervento, tempistica e tabella di marcia, non dichiarazioni altisonanti perché sulla volontà di intervenire sembra che non ci siano dubbi…….o forse no ?

Associazione Monte di Brianza

Puntualizzazioni sulla gara di motocross di Airuno

 

Facendo seguito ad alcuni articoli e servizi apparsi su media e tv locali ci preme puntualizzare alcune questioni perché fare la parte dei cattivi non ci piace, soprattutto se questo non corrisponde al vero, e dunque

  • Essendo una associazione di volontariato non abbiamo nè vogliamo avere facoltà di vietare alcunché a nessuno.

  • Essendo al paradosso e per la nota regola del contrappasso, a vietare la manifestazione è stata proprio quella istituzione che tanto la sponsorizzava : il comune di Airuno con una sua delibera.

  • A tal proposito è bene ricordare che, essendo stata organizzata per ben due anni con un divieto in corso, è legittimo pensare che la cosa possa generare qualche motivo di confusione o perplessità.

  • Quando si parla di mediazione tra le parti ricordiamo che ad un incontro con gli organizzatori e il Comune di Airuno noi ci siamo presentati con proposte e richieste. Non con imposizioni o rifiuti.

  • A proposito di manutenzione dei sentieri, uno degli ultimi interventi eseguiti insieme al Cai di Calco ha riguardato proprio lo smottamento di parte del sentiero n° 7 che da Airuno porta alla Crosaccia. E lo facciamo da più di trent’anni, senza interessi se non quello di avere cura del nostro territorio.

  • In questa vicenda, nessuno ha vinto, nessuno ha perso. Si è solo rispettata un’ordinanza ……è così sconvolgente in Italia ?

 

Associazione Monte di Brianza

 

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